Cremona romana in un tavolo multimediale

Cremona romana in un tavolo multimediale

esplorare cremona romana oggi

Il Fab Lab di Via Magenta è lieto di raccontarvi della collaborazione con il Museo Archeologico San Lorenzo di Cremona e del tavolo multimediale interattivo realizzato in collaborazione con l’Anffas e con l’archeologo Gianluca Mete.

L’allestimento consiste in un tavolo personalizzato e finemente lavorato in cui è stato inserita una mappa multimediale interattiva che permette ai visitatori di calarsi nella Cremona romana. Esplorando la mappa è possibile visualizzare la posizione dei principali scavi archeologici della città, da cui provengono gran parte dei beni conservati all’interno del museo, e altri punti di interesse storico.

Toccando i punti interattivi della mappa di Cremona, infatti, si attiveranno brevi videoclip, immagini e testi esplicativi che accompagneranno l’utente alla scoperta di mondi passati.

Una particolare attenzione è data alle persone con difficoltà per i quali, grazie al contributo dell’Anffas Cremona, sono stati redatti dei testi appositi.

Uno strumento di museotecnica capace di valorizzare l’interno del museo ma anche di portare il museo al di fuori delle proprie mura, nei siti dove effettivamente la storia si è sviluppata. Ma anche un esempio di come il digital manufacturing possa rendere gli allestimenti non solo molto belli ma anche perfettamente in linea con l’intero design del museo stesso.

La parola ai tecnici

Il progetto del tavolo multimediale per il museo archeologico di Cremona nasce come una vera e propria sfida di digital manufacturing e allo stesso tempo valorizzazione dei beni culturali.

Il tavolo permette infatti tramite una UI e UX touch screen da 32″ di scoprire ed interrogare la mappa di Cremona romana. Nella mappa della home page sono infatti stati inseriti dei place holder per interrogare luoghi oggetto di scavo archeologico e luoghi conosciuti come “custodi” di reperti archeologici.

Il tema della interrogabilità della mappa antica, sovraimpressa al reticolo urbs attuale, è diventato il live motive dell’intero progetto sia per la navigazione dei contenuti, sia per la successiva manifattura.

Manifatturare una città: sì, ma come?

Abbiamo realizzato un progetto virtuale cad parametrico del tavolo. Il tavolo è stato pensato per essere realizzato facilmente con la nostra fresa cnc blue elephant in varie sezioni e parti incastrabili, ed assemblabili facilmente. Il materiale usato è stato un mix di MDF da 20 mm di spessore, colorato in pasta, nelle varianti antracite e verde desaturato.

Lavorare l’MDF è stato relativamente facile, essendo un materiale che si presta bene ad essere fresato, con le opportune punte e velocità del mandrino, intorno ai 24.000 giri ed un avanzamento adeguato di circa 10 mm / sec in XY. La fresa montata è stata una fresa da legno con tagliente a 180° dal diametro di 6 mm.

Abbiamo realizzato tutte le sezioni in modo rapido e senza grandi problemi ma abbiamo individuato un dettaglio speciale per la plancia superiore. Di fatti questo speciale pezzo, è stato fresato con il tracciato dell’urbs antica, correttamente orientato nella mappa interna alla UI in home page. questa scanalatura con una profondità di 3 mm ha realizzato un vero e proprio basso rilievo tattile per permettere di comprendere anche a bambini, ciechi e ipovedenti e chiunque in generale, cosa significhi “toccare una citta e una mappa”. L’idea ricorrente, alla base di molte realizzazioni di Spazio Geco, è infatti quella di conoscere tramite il tatto oltre agli altri sensi. “Vietato non toccare” è il nostro motto.

 

Prima di passare all’assemblaggio, inoltre, grazie al digital manufacturing, abbiamo impreziosito i fianchi laterali con stampe del tracciato dell’urbs romana su mdf coprenti, realizzate tramite la stampa flat bed a nano inchiostri di un partner eccezionale: Decor Inside.

Realizzate le varie sezioni del tavolo e la plancia e assemblate tra loro con incastri, fermi a L e viti, è stato poi inserito l’hardware elettronico: una cornice ad infrarossi IR a scomparsa e un monitor retrostante da 32″ Full HD.

È stato predisposto anche un vano per il mini pc, che governa accensione e caricamento del web application in modalità chiosco offline, che è caricata sul device. In pratica, come spesso facciamo, l’interfaccia e l’architettura UI/UX sono realizzate con tecnologie web custom, ovvero con linguaggio HTML, JS, CSS. L’aspetto interessante è che ogni tavolo, anche in questo senso, è sempre un pezzo unico, tanto nella manifattura quanto nella sua parte “software” e, ovviamente, contenutistica.

Il lavoro è stato apprezzato da molti e sotto molti punti di vista e livelli progettuali. È stato presentato in museo il 22 febbraio e raccontato da tutti coloro che hanno preso parte al progetto, tra cui la nostra socia Maria Emanuela Oddo.

Insomma, un lavoro ben fatto potremmo dire, un piccolo gioiellino di digital manufacturing e valorizzazione multimediale, un piccolo contributo per mettere in risalto la bellezza e il valore del prezioso patrimonio che il nostro paese custodisce.

Qualche domanda? scrivici!



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